Infortuni sul lavoro

Infortuni sul lavoro

Infortuni sul lavoroConsulenza e assistenza ai lavoratori vittime di infortuni in orario lavorativo o nel tragitto da casa al posto di lavoro e viceversa (incidenti in itinere), per reclamare gli indennizzi spettanti per le lesioni fisiche sofferte nei confronti del datore di lavoro o delle persone fisiche o giuridiche responsabili dell’infortunio, in via contrattuale o extracontrattuale, nonché delle rispettive compagnie assicurative.

a.      Responsabilità civile e richiesta di risarcimento danni:

In caso di responsabilità civile per infortunio sul lavoro, per la richiesta di risarcimento si dovrà determinare l’eventuale infrazione alla legge spagnola sulla Prevenzione dei rischi di lavoro da parte del datore di lavoro. Bisognerà dimostrare quindi l’inesistenza di colpa esclusiva del lavoratore nell’infortunio e determinare eventuali infrazioni da parte del datore di lavoro in materia di prevenzione, adozione e controllo di tutte le misure di sicurezza obbligatorie per l’attività specifica, aventi relazione causale diretta con l’infortunio, che se debitamente applicate avrebbero evitato l’infortunio o limitato le conseguenze. Esempi di tali infortuni sono:

  • Uso di macchinari difettosi o che non hanno superato le pertinenti revisioni.
  • Mancanza di sicurezza e igiene industriale sul posto di lavoro.
  • Mancanza di formazione in materia di prevenzione dei rischi lavorativi o di valutazione dei rischi cui è esposto il lavoratore.
  • Mancanza o difettosità di dispositivi di protezione individuale, ecc.

lavoratore in cima ad una scalettaPer la valutazione del risarcimento in caso di responsabilità civile si applica per analogia la “Tabella dei risarcimenti per incidenti stradali” contenuta nell’annesso al regio decreto-legge 8/2004 del 29 ottobre, modificato dalla legge 21/2007 dell’11 luglio sulla responsabilità civile e assicurazione dei veicoli a motore con alcune particolarità, peraltro leggermente contraddittorie, apportate dalla magistratura del lavoro ad alcuni concetti della normativa (fattori correttivi dell’invalidità, ad esempio). Queste particolarità prevedono lo sconto di percentuali elevate dalle pensioni per invalidità lavorativa concesse ai lavoratori, all’essere considerate erroneamente come duplicati del fattore correttivo della summenzionata legge sulla responsabilità civile, che mira fondamentalmente a indennizzare il danno morale. Di conseguenza, mentre in caso di sinistro stradale risolto per la via civile il lavoratore può percepire la sua pensione di invalidità e il risarcimento integrale del danno da responsabilità civile, in caso di sinistro considerato strettamente come infortunio sul lavoro il lavoratore percepirà invece una quantità sostanzialmente inferiore. Questo può iniziare a cambiare con la sentenza del Tribunal Supremo (Sala quarta) del 23/06/2014 che UNIFICA LA DOTTRINA rispetto alla corretta applicazione del fattore correttivo di invalidità permanente del regio decreto-legge 8/2004, in data 29 ottobre, intendendo che si tratta esclusivamente di DANNO MORALE e, come conseguenza di tale attribuzione, l’impossibilità di compensarlo altrimenti con nessun altro concetto economico, neppure in percentuale per minima che sia (come era consuetudine a partire dalla non meno importante sentenza del Tribunal Supremo (Sala quarta) del 17.07.07, ricorso 4367/05).

La valutazione delle lesioni fisiche in questi casi deve essere necessariamente effettuata da un medico specialista in valutazione del danno biologico.

b.      Indennizzo per invalidità:

Se a conseguenza delle lesioni fisiche causate dall’infortunio sul lavoro, il lavoratore si trova in situazione di incapacità per lo sviluppo della sua attività professionale, a seconda questa invalidità sia parziale, totale o assoluta, oltre al risarcimento del danno per responsabilità civile, il lavoratore può esigere un risarcimento per questi concetti:

  • operaio che ripara un'automobileInvalidità permanente parziale (IPP): il lavoratore può reclamare un risarcimento forfettario pari a 24 volte il suo salario mensile, compatibile con lo svolgimento di qualsiasi altro lavoro, incluso lo stesso lavoro svolto prima dell’infortunio.
  • Invalidità permanente totale (IPT): il lavoratore ha diritto ad una pensione pari al 55% della sua base contributiva, compatibile con lo svolgimento di qualsiasi altro lavoro con l’eccezione del lavoro svolto prima dell’infortunio.
  • Invalidità permanente assoluta e invalidità grave (IPA): nei più gravi, in cui il lavoratore versa in situazione di incapacità a svolgere qualsiasi attività professionale, non solo il lavoro svolto prima. Il lavoratore ha diritto di percepire una pensione pari al 100% dalla sua base contributiva. In questi casi, potrà realizzare attività compatibili con il suo stato, ma a partire dall’età pensionabile sarà incompatibile con ogni attività sia come lavoratore autonomo che dipendente.

c.       Indennizzi previsti dal contratto collettivo:

Si tratta di indennizzi per responsabilità contrattuale specificamente previsti da alcuni contratti collettivi. Un lavoratore vittima di infortunio sul lavoro causante invalidità permanente totale o assoluta ha diritto agli indennizzi eventualmente stabiliti dal contratto collettivo. Non tutte le professioni prevedono questi indennizzi: solo le professioni con elevato rischio di infortuni tendono a contemplare questo tipo di clausole. Ciononostante, in caso di infortunio causante invalidità permanente (totale o assoluta) riconosciuta, si raccomanda di riesaminare minuziosamente il testo del contratto collettivo applicabile.

In caso di infortunio sul lavoro con lesioni fisiche consultateci senza impegno. La prima consulta per valutare le circostanze del vostro caso e informarvi sui vostri diritti sarà gratuita.

 

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