Sinistri a causa di trasporto pubblico non ferroviario

Sinistri a causa di trasporto pubblico non ferroviario

Quando un passeggero è vittima di un sinistro a causa di trasporto pubblico (non ferroviario) causante lesioni fisiche o decesso, sempre che si verifichi dopo l’acquisto del corrispondente biglietto di trasporto e all’interno del mezzo di trasporto pubblico o le corrispondenti installazioni o stazioni, la vittima o i familiari, in caso di decesso, hanno un diritto al risarcimento del danno per responsabilità oggettiva, ossia a percepire l’indennizzo per le sequele permanenti o il decesso senza obbligo di dimostrare la causa o la colpa del sinistro.

Sinistri a causa di trasporto pubblico non ferroviarioL’indennizzo cui hanno diritto sia le vittime che i familiari, in caso di decesso, è regolato dal regio decreto 1575/1989 del 22 dicembre, che approva il Reglamento del Seguro Obligatorio de Viajeros (Assicurazione obbligatoria dei viaggiatori, in prosieguo: il “regolamento SOVI”). Detto regolamento SOVI stabilisce, classificandole per differenti categorie, le sequele per lesioni fisiche e il caso di decesso, assegnando il corrispondente indennizzo per ciascun caso concreto. In caso di sequele permanenti si rende necessario o raccomandabile il ricorso a un medico legale per l’applicazione delle categorie previste dal summenzionato regolamento alle sequele effettive, che è soggetta procedure complesse.

avvocati sinistri a causa di trasporto pubblico L’importo degli indennizzi cui hanno diritto le vittime o i familiari, in caso di decesso, a seguito di sinistro a causa di trasporto pubblico è stato stabilito fin dal 1989, dimodoché si deve esigerne sempre l’aggiornamento, nonostante il regio decreto 1575/1989 del 22 di dicembre di approvazione del regolamento SOVI non l’abbia previsto e le società assicurative in fase stragiudiziale lo rifiutino, tenendo presente che la data di aggiornamento corrisponde, in caso di lesioni fisiche, alla data di stabilizzazione delle sequele o, in caso di reclamo dei familiari della vittima deceduta, alla data del decesso.

Detto aggiornamento è estremamente importante perché incrementa in misura superiore al 100% l’indennizzo di base cui hanno diritto sia le vittime che i familiari, in caso di decesso, per sinistro a causa di trasporto pubblico ai sensi del regolamento SOVI.

Ad esempio, in caso di decesso della vittima di un sinistro a causa trasporto pubblico ai cui familiari spetterebbe, ai sensi del regio decreto 1575/1989 del 22 dicembre di approvazione del regolamento SOVI, un risarcimento pari a 36.060,73 euro, l’importo aggiornato al 2014 ammonterebbe invece a 77.778,99 euro.

Le vittime e le parti lese in questo tipo di sinistri, oltre ad aver diritto a percepire detto risarcimento per responsabilità oggettiva dell’azienda di trasporti, hanno facoltà di esigere un ulteriore risarcimento danni da fatto illecito altrui, assai superiore e pienamente compatibile con l’indennizzo di cui sopra, sempre che si accerti la responsabilità extracontrattuale per fatto illecito del conducente o del proprietario del mezzo di trasporto pubblico.

avvocati sinistri a causa di trasporto pubblico Per la concessione del risarcimento danni da fatto illecito altrui bisogna trovarsi dinanzi a un sinistro in cui si accerti la responsabilità del conducente del mezzo, o dell’azienda di trasporti o la pubblica amministrazione che presta il servizio di trasporto pubblico, o di terzi in generale dimodoché, se ai sensi del regolamento SOVI è possibile chiedere un risarcimento persino in caso di caduta per disattenzione dell’utente, in questo caso invece il diritto al risarcimento sorge solo in presenza di un responsabile cui imputare l’evento illecito causante il danno. Detto risarcimento non si determina in base alle norme e le categorie del regolamento SOVI, bensì in base e per analogia ai parametri della “Tabella dei risarcimenti per incidenti stradali” previsti dal regio decreto-legge 8/2004, del 29 ottobre, modificato dalla legge 21/2007 dell’11 luglio sulla responsabilità civile e l’assicurazione dei veicoli a motore in circolazione.

Detti indennizzi sono alquanto superiori a quelli stabiliti dal regolamento SOVI, ma esigono un referto medico legale per garantire una valutazione esatta delle lesioni e il risarcimento integro.

Ad esempio, in caso di decesso della vittima di un sinistro a causa di trasporto pubblico non ferroviario per colpa di terzi, si stabiliscono differenti gruppi in funzione dello stato civile (coniugato o no) e la presenza di figli. Nel caso di una persona coniugata con due bambini minori di 25 anni, il coniuge ha diritto a un risarcimento pari a 115.035,21 euro, più 47.931,33 euro per ogni figlio minore di 25 anni, salvi e impregiudicati eventuali risarcimenti esigibili ad altro titolo, soggetti comunque all’onere della prova. Questi importi sono stati aggiornati nel 2014 in quanto il regio decreto-legge 8/2004 del 29 ottobre, modificato dalla legge 21/2007 dell’11 luglio, sulla responsabilità civile e l’assicurazione dei veicoli a motore in circolazione, stabilisce l’obbligatorietà dell’aggiornamento annuale e relativa pubblicazione degli importi risarcibili incrementati in base all’IPC.

Tal e come stabilito dal Tribunal Supremo spagnolo in varie sentenze, la percezione di entrambi gli indennizzi è pienamente compatibile.

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